L’Iperuranio lo avvolge come un mantello di luce.
Ogni Idea sussurra il proprio nome, e ogni nome risuona come eco del Tutto.
Ma l’Essere non è chiamato a restare.
Una voce, più antica del tempo, lo attraversa senza suono:
“Riporta ciò che hai visto. Dove c’è dimenticanza, sii memoria.
Dove c’è separazione, sii unità. Dove c’è paura, sii ciò che non muta.”
E così l’Essere si lascia cadere, dolcemente, come un petalo che conosce il vento.
Scivola lungo i confini della forma, attraversa il velo dei mondi, e torna.
Ma non è più lo stesso.
Porta negli occhi la luce che non si spegne.
Nel cuore, il silenzio che parla.
Nel gesto, la danza delle stelle.
Cammina tra gli uomini, ma non si confonde.
Ascolta, ma non giudica.
Ama, senza possedere.
Perché egli sa: ogni volto è una maschera dell’Uno.
Ogni storia, una variazione del Ritorno.
Ogni dolore, un invito a ricordare.
E quando incontra uno sguardo che trema,
quando scorge negli occhi dell’altro la nostalgia dell’invisibile,
non dice nulla.
Sorride.
E nel silenzio, l’altro si ricorda..
Con amore Dave 💫




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